Economia

Titoli di Stato italiani: come scegliere tra BOT, BTP, rendimento e scadenza

Titoli di Stato italiani: come scegliere tra BOT, BTP, rendimento e scadenza

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Oltre al rischio legato ai tassi esiste il rischio di credito, cioè la possibilità che l’emittente non riesca a pagare gli interessi o a rimborsare il capitale secondo gli impegni assunti.

I titoli pubblici vengono spesso considerati meno rischiosi rispetto alle obbligazioni di molte società private, ma non sono privi di rischio. La capacità di pagamento dipende dalla solidità finanziaria dello Stato emittente.

Titolo pubblico non significa rischio zero

Il risparmiatore presta denaro a uno Stato. Il rischio può essere ritenuto contenuto, ma resta necessario valutare emittente, durata, rendimento e quota del patrimonio concentrata sullo stesso Paese.

Un rendimento molto superiore offerto dai titoli di un altro Stato può riflettere una maggiore percezione di rischio. Il tasso più elevato rappresenta spesso il compenso richiesto dal mercato per accettare maggiore incertezza.

Anche la concentrazione ha importanza. Un risparmiatore italiano può già dipendere dall’economia nazionale attraverso lavoro, pensione, abitazione e redditi familiari. Destinare tutti gli investimenti allo stesso emittente aumenta ulteriormente questo legame.

Diversificare non significa soltanto cambiare scadenza

Possedere BTP a tre, dieci e vent’anni distribuisce il rischio temporale, ma non elimina la concentrazione sullo stesso Stato. La diversificazione deve essere valutata considerando l’intero patrimonio.

Un rendimento superiore non è un regalo: normalmente accompagna rischi o condizioni meno favorevoli.
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