Titoli di Stato italiani: come scegliere tra BOT, BTP, rendimento e scadenza
Il dato più utile per confrontare titoli con prezzi, cedole e scadenze differenti è il rendimento effettivo a scadenza. Questo indicatore cerca di sintetizzare il risultato annuo ottenibile acquistando il titolo al prezzo corrente e mantenendolo fino al rimborso.
Il calcolo considera il prezzo di acquisto, le cedole, la differenza rispetto al valore finale e il tempo residuo. Le rappresentazioni standard possono inoltre basarsi sull’ipotesi che le cedole vengano reinvestite a determinate condizioni.
Che cosa indica il rendimento a scadenza?
Stima il rendimento annualizzato del titolo se viene mantenuto fino al rimborso e se l’emittente effettua regolarmente tutti i pagamenti. Non rappresenta il risultato garantito in caso di vendita anticipata.
Due BTP con la stessa cedola possono offrire rendimenti differenti. Il titolo acquistato a un prezzo inferiore può presentare un rendimento maggiore; quello comprato sopra la pari può avere un rendimento inferiore.
Anche la durata residua modifica il risultato. Una differenza di prezzo recuperata nell’arco di due anni produce un effetto annuale diverso rispetto alla stessa differenza distribuita su dieci anni.
Il confronto corretto
Osserva insieme rendimento effettivo, prezzo, scadenza residua e costi. Il solo tasso cedolare non permette di confrontare correttamente titoli differenti.
Bisogna inoltre distinguere il rendimento lordo da quello netto. Imposte e commissioni riducono il risultato che rimane realmente al risparmiatore.
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